Degustazione Vino

Cos’è la ruota degli aromi del vino e come usarla durante le tue degustazioni con gli amici

La ruota degli aromi del vino è stata ideata nella metà degli anni ‘80 da Ann Noble, docente al Dipartimento di Viticoltura ed Enologia dell’Università UC Davis della California.

La sua invenzione riprende l’idea della ruota dei colori di Michele Eugène Chevreul, per semplificare il riconoscimento degli aromi del vino durante le degustazioni e creare un vocabolario condiviso tra i suoi studenti.

Oggi è diventata uno strumento utile agli enologi, ma anche agli appassionati che si divertono a sperimentare nuovi vini durante degustazioni organizzate o amatoriali.

Rispetto agli anni ‘80 il glossario enologico si è evoluto, sostituendo o integrando la terminologia allora in uso. Ecco perché in Italia e all’estero si possono trovare diversi modelli, organizzati seguendo le esigenze dei sommelier, delle cantine o degli stessi vitigni. Esiste, per esempio, una differenza tra ruota degli aromi per vini bianchi, rossi e spumanti, dovuta ai bouquet e agli aromi di partenza completamente diversi.

Se questo strumento ti incuriosisce, puoi acquistarlo online per dare un tocco di brio alle tue degustazioni con gli amici o per allenarti a casa ogni volta che stappi un vino mai provato.

Come funziona la ruota degli aromi del vino

Ruota degli aromi
La ruota degli aromi

La “Whyne Aroma Wheel” è divisa in spicchi, a loro volta suddivisi in cerchi concentrici, andando da 12 macro-categorie – come fruttato – a sotto-categorie – come frutta tropicale – a sentori – come ciliegia. 

Nelle macro-categorie rientrano: 

  • Aromi fruttati (fruity), con sentori di frutta fresca o secca; 
  • Aromi erbacei (herbaceous), con sentori di erbe aromatiche e di vegetali, dalla menta agli asparagi; 
  • Aromi di nocciola (nutty), con sentori di frutta a guscio come mandorle, noci e nocciole;
  • Aromi Caramellati (caramel), con sentori dolci, come il miele, il burro o il cioccolato; 
  • Aromi Legnosi (woody), con sentori legnosi, spesso acquisiti durante la permanenza in botte; 
  • Aromi Terrosi (hearty), con sentori ricondotti alla terra, al tappo o alla muffa; 
  • Aromi Chimici (chemical), con sentori pungenti come l’etanolo o sulfurei come l’aglio; 
  • Aromi Pungenti (pungent), con sentori di mentolo o alcool; 
  • Aromi Ossidati (oxidized), con sentori ossidati; 
  • Aromi Microbiologici (microbiological), con sentori come lievito di birra e yogurt; 
  • Aromi Floreali (floral), con sentori di rosa, violetta o fiori d’arancio; 
  • Aromi Speziati (spicy), con sentori come pepe nero e chiodi di garofano.

Come usare la ruota degli aromi del vino

Per imparare a riconoscere l’aroma del vino, ti consigliamo di scegliere tre vini, rossi o bianchi, con sentori molto diversi fra loro e organizzare una piccola degustazione. Ecco come procedere:

  • una volta riempiti i calici, e aver fatto ossigenare il vino se hai scelto i rossi, inizia ad assaggiarne uno alla volta;
  • concentrati sugli aromi che ti giungono al naso e al palato per riconoscere la macro-categoria, come fruttato o speziato;
  • riconosciuta la macro-categoria, prova a individuare la categoria, per esempio bacca;
  • ora scendi nel particolare: si tratta di lamponi o fragole?

Non preoccuparti se all’inizio incontrerai qualche difficoltà. Anche i più bravi sommelier allenano quotidianamente il proprio naso.

Curiosità sugli aromi del vino

Nei vini giovani i degustatori incontrano quelli che si definiscono aromi primari.

Nei rossi, questi profumi provengono soprattutto dai sentori di frutta, con note di bacche come uva, ciliegia, fragola, ribes nero, mora e amarena. 
Nei bianchi, invece, gli aromi più diffusi sono la pera, l’ananas o altra frutta tropicale. 
I vini giovani sono spesso associati anche ad aromi come caffè, vaniglia o cioccolato. 

Ann Noble ha ideato la ruota senza attribuire alcuna connotazione negativa agli aromi, per quanto alcuni a primo naso non suscitino un’impressione positiva, tra tutti diesel, cherosene o plastica. 
Anche per questo, negli anni, il lessico scelto da Noble fu aggiornato per essere più appetibile soprattutto tra gli amatori. Una mossa di Marketing, che poco può nascondere un vino di scarsa qualità. 

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